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La
Strada del Vino e dei Sapori, è una interessante ed
innovativa risorsa promozionale, disciplinata dalla recente
Legge Provinciale n. 10 del 19 dicembre 2001, il cui Regolamento
di attuazione è stato pubblicato il 1 ottobre 2002,
rendendo così definitivamente operante la Legge. Questa
prevede la costituzione di un Comitato Promotore che richiede
il riconoscimento della strada nella zona di competenza. Ad
oggi sono nati i comitati per le zone delle strade della Vallagarina,
del Garda e Dolomiti di Brenta e della Val di Non. Ricordo
che questo oltre ad essere un eccezionale veicolo promozionale
per un turismo specializzato e di nicchia, è anche
un nuovo modo di produrre valore aggiunto nel settore non
solo agricolo e in particolare di quello vitivinicolo (attraverso
l’assunzione di alcuni impegni tecnici).
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grappolo
di Teroldego |
E’
emerso ripetutamente, in occasione degli incontri con i rappresentanti
delle categorie economiche che l’immagine della Piana
Rotaliana è quella del giardino vitato. E’ una
peculiarità territoriale con implicazioni forti anche
sul contesto produttivo. La vocazione vitivinicola della Piana
Rotaliana non è cioè solo un’immagine
paesaggistica, ma un indirizzo produttivo che dal settore
agricolo si riflette in alcune significative esperienze di
trasformazione della materia prima agricola (es. cantine sociali
e private) nonché in attività di servizio per
la filiera.
Oltre alla viticoltura ci sono altri comparti
agricoli degni di nota sul territorio della Piana Rotaliana:
frutticolo, orticolo (asparagi) e dei vivai.
I masi rivestono un ruolo
di grande importanza nell’organizzazione del territorio
sia dal punto di vista economico, perché sono (ad esempio
nel caso del comune di Nave S. Rocco) il fulcro di una florida
attività agricola sia storico e culturale. Essi rappresentano
una grande ricchezza anche sotto il profilo ambientale .
Perché sono elemento ordinatore del paesaggio agricolo
e tramandano una testimonianza significativa dei caratteri
e valori architettonici.
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tipica
cantina per la conservazione
del vino e dei salumi |
A seguito di ricerche
condotte sulle mappe catastali del comune di Nave S. Rocco
alle sezioni storiche (1860-1893-1940-2002) sono stati classificati
come nuclei di antico insediamento otto masi.
Questi masi saranno considerati
come possibili poli di attrazione nell’ambito della
Strada del Vino e dei Sapori della Piana Rotaliana. Nel comune
di Nave S. Rocco è già attivo un esempio eclatante
di agricoltura biologica, il Maso
del Gusto dove sono in vendita diretta oltre alla frutta
fresca anche altre produzioni alimentari come merendine di
frutta, frutta essiccata, succo di mela e succo di mela concentrato.
La presenza di un allevamento di cavalli con relativo maneggio
sul territorio del comune di Nave S. Rocco costituisce un’ulteriore
occasione d’integrazione tra gastronomia e ricreazione.
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Il binomio tipicità-territorio può collocarsi
alla base di un’offerta specifica rivolta ad un segmento
turistico sensibile al richiamo della qualità del prodotto
ed alle suggestione del mondo rurale.
Secondo le ultime stime
(fonte Agriturist e Movimento del turismo del vino) è
un segmento che interessa oltre 5 milioni di italiani per
un volume di affari di circa 2,5 miliardi di euro.
Anche il Censis pare ottimista
nello sviluppo dei distretti enoturistici e in una apposita
“mappa dei distretti enoturistici italiani” mette
in posizione di rilievo proprio le aree del Trentino.
L’interesse dei turisti
per questa specifica offerta enologica e per gli annessi culturali
diretti (tecnologie vitivinicole) denota un accentuato picco
nel periodo autunnale, ma pare e fruibile, se sostenuta da
un piano di marketing (da sviluppare), lungo l’intero
anno.
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Recentemente
si è svolto nella Piana Rotaliana un convegno sulla
storica, millenaria presenza in questo territorio
speciale, “fra i due fiumi”, della coltivazione
della vite con presenza di una fattoria
romana.
Si tratta di un’iniziativa da sottolineare perché
emblematica di un possibile percorso di retrospettiva storica
da realizzare nella Piana Rotaliana verso la archeologia
del vino. Se il matrimonio tra vino ed arte è
già stato consumato in ambito locale, non altrettanto
può dirsi per il matrimonio tra vino e archeologia.
La strada del vino e dei sapori è un itinerario guidato
che il territorio offre al proprio turista per farsi conoscere
meglio, orientandolo nella scoperta delle peculiarità
gastronomiche, in primo luogo. |

Vista di Mezzocorona e del fiume Adige a sinistra e del torrente
Noce a destra |
| Relativamente
ai prodotti è cruciale spiegare ed esaltare i titoli
e le classificazioni qualitative che possono assumere.
E’ in fase di costituzione
il comitato promotore della strada del Vino e dei Sapori della
Piana Rotaliana, iniziativa che può rispondere alla
esigenza di imprimere una direzione di marcia verso la cultura
del vino dando vita ad un circuito
enogastronomico.
Tale iniziativa come detto
sopra abbisogna per il suo decollo di un Comitato Promotore,
che fra l’altro dovrà convocare i soggetti aderenti
alla strada per l’elezione del Comitato di gestione,
vero “motore” promozionale e di sviluppo futuro
della Strada.
Nel Comitato promotore possono sedere in forma paritetica
gli operatori agricoli, commerciali, artigianali e turistici
e le loro associazioni professionali, i consorzi di tutela,
le enoteche, i musei della vite e del vino, le associazioni,
le istituzioni e gli enti pubblici o privati operanti in campo
culturale, turistico, ambientale, gli enti locali e la camera
di commercio.
I comuni interessati al
Progetto sono:
| Faedo |
Nave
San Rocco |
| Mezzocorona |
Mezzolombardo |
| Roverè della Luna |
San Michele all’Adige |
| Zambana |
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