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dal neolitico all'età del bronzo
 
I PRIMI AGRICOLTORI DELLA PIANA ROTALIANA

A partire dalla metà del VI millennio a.C. iniziano a comparire i primi recipienti in ceramica, che documentano il passaggio al Neolitico.
Il sistema di vita dei primi gruppi neolitici risulta molto simile alla precedente tradizione mesolitica con l’utilizzo delle stesse sedi di abitato poste lungo i conoidi detritici del fondovalle in prossimità di aree favorevoli alla coltivazione.


Punte di freccia in selce proveniente dai livelli della Cultura dei vasi a bocca quadrata di Mezzocorona Borgonuovo.
L’economia era legata alla caccia, all’agricoltura e all’allevamento. Si utilizzavano strumenti in selce, in cristallo di rocca, in osso e in corno. Il passaggio al neolitico comportò innovazioni tecnologiche, come asce in pietra levigata utilizzate per l’abbattimento degli alberi.
In Piana Rotaliana è documentata la presenza di due abitati riferibili al Neolitico antico che sono stati messi in luce nei siti di Dos de la Forca e Mezzocorona Borgonuovo, in continuità con le tracce di frequentazione dell’ultimo periodo mesolitico.
A partire dal V millennio a.C. vi è la piena affermazioni delle attività di agricoltura e allevamento.
 

Mezzocorona Borgonuovo.
Sepoltura del bronzo antico di un individuo adulto di sesso femminile
I RITI FUNERARI DELL’ETA’ DEL RAME E DELL’ETA’ DEL BRONZO

Aspetti del mondo ideologico delle comunità dell’età del Rame e dell’età del Bronzo sono documentate dai rituali funerari che sono significativamente rappresentati nel territorio della Piana Rotaliana nei siti di Dos de la Forca, Mezzocorona Borgonuovo e Nogarole di Mezzolombardo.
Le aree adibite ad uso funerario erano solitamente situate alla sommità di conoidi detritici, posti ad una quota più elevata rispetto alla piana alluvionale.
Le strutture sepolcrali si trovavano direttamente addossate alla base delle pareti rocciose. I defunti venivano deposti in fosse poco profonde o adagiati direttamente sulla superficie del terreno e ricoperti da un piccolo tumulo di pietre. Sono documentate sia sepolture singole che sepolture collettive.

Una pratica funeraria che risulta limitata ad un solo gruppo di defunti è quella destinata agli individui immaturi, cioè neonati o feti, che venivano sepolti in vasi di terracotta che poi erano deposti in fosse e coperti da una o più pietre, o lasciati in superficie, talvolta riparati da un piccolo tumulo. Inumazioni di bambini in vaso sono attestate sia nella necropoli dell’età del Bronzo di Mezzocorona Borgonuovo che in quella di Nogarole di Mezzolombardo.
I corredi delle sepolture di questo periodo in genere non sono molto numerosi e sono costituiti in prevalenza da oggetti di ornamento, strumenti in selce e in alcuni casi da vasi in ceramica.

BIBLIOGRAFIA
Provincia Autonoma di Trento – Servizio beni Culturali – Ufficio beni Archeologici: Settemila anni di storia della Piana
Rotaliana, Rovereto (Tn) 2002

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