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In seguito
al miglioramento climatico e al conseguente ritiro dei ghiacciai
iniziato intorno a 18.000 anni fa, nelle vallate alpine si
determinarono le condizioni ambientali che permisero la rioccupazione
da parte dell’uomo preistorico dei territori liberati
dai ghiacci.
Le più antiche testimonianze della presenza umana in
Piana rotaliana risalgono al periodo mesolitico (dal IX alla
metà del VI millennio a.C.). In quest’epoca gli
insediamenti solitamente si localizzavano lungo i conoidi
detritici del fondovalle, alla base di pareti rocciose o di
ripari sottoroccia, preferibilmente in prossimità di
zone umide o di corsi d’acqua. L' economia di sussistenza
si basava sulla pesca, sulla caccia e sulla raccolta di frutti
spontanei e per la caccia erano utilizzati piccoli elementi
in selce. A Mezzoccorona sono state trovate tracce di abitati
riferibili a quest’epoca nella zona del Dos de la Forca
(loc. Ischia) e nella zona di Borgonuovo. |

La sepoltura dopo l'asportazione della copertura di pietre
(foto di alberto Bernardi) |
Nel corso della campagna
di scavo condotta nel 1995 è stata messa in luce presso
il sito di Borgonuovo una sepoltura in straordinario stato
di conservazione, attribuibile in base ai dati archeologici
alla fase recente del Mesolitico antico (Sauveterriano), databile
intorno alla metà del VII millennio a.C. |

La struttura di pietre posta a copertura della sepoltura
(foto di alberto Bernardi) |
Detta
sepoltura, denominata affettuosamente e ormai universalmente
“nonna di Mezzocorona” rappresenta un ritrovamento
di importanza eccezionale dal momento che le testimonianze
relative agli aspetti funerari in questo periodo sono rarissime.
Le ossa appartengono ad un individuo di sesso femminile di
età superiore ai 30 anni deposto in posizione supina
con orientamento est-ovest, sul fondo di una fossa poco profonda
posta a ridosso della parete rocciosa. Lo sguardo è
rivolto a sud, le braccia sono poste sul bacino e i piedi
risultano leggermente sovrapposti.
All’interno della sepoltura non è stato trovato
alcun elemento di corredo (con molta probabilità la
sepoltura era accompagnata da oggetti deperibili in legno
e/o in osso), |
ma
all’esterno della struttura sepolcrale in prossimità
del cranio è stato messo in luce un piano sul quale
era stata deposta della fauna selezionata rappresentata da
un corno e da alcune mandibole di cervo con tracce di ocra
rossa (sostanza colorante utilizzata in epoca preistorica
in contesti legati alla sfera rituale). La struttura sepolcrale
è completata da una copertura di più di 40 pietre
di dolomia, poste direttamente sopra il corpo in modo da costituire
un piccolo tumulo. Il rituale funerario della “nonna”
di Borgonuovo mostra una perfetta corrispondenza con quello
della sepoltura femminile messa in luce nel 1968 a Vatte di
Zambana.
Nel corso dello scavo, prima dell’asportazione delle
ossa è stato possibile effettuare il calco dello scheletron,
che ha permesso di ottenere una copia perfetta ella struttura
funeraria originaria in materiali siliconici.
Questo calco è stato esposto a Mezzocorona (aprile-agosto
2002) in seno alla mostra fotografica “Settemila anni
di storia della Piana Rotaliana”, curata dal Servizio
Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento (Ufficio
beni Archeologici), che ha effettuato le campagne di scavo
a Mezzocorona e ha curato gli studi relativi.
Recentemente (aprile-giugno 2003) il calco della nonna di
Mezzocorona è stato esposto nel museo di Landskrona
(Svezia) e accostato alla sepoltura mesolitica trovata presso
Tagerup durante la campagna di scavo curata dal National Heritage
Board di Lund. Le due nonne presentano affinità curiose
tuttora in fase di studio, grazie alla proficua collaborazione
degli archeologi svedesi e trentini.
BIBLIOGRAFIA
Provincia Autonoma di Trento – Servizio beni Culturali
– Ufficio beni Archeologici: Settemila anni di storia
della Piana Rotaliana, Rovereto (Tn) 2002
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